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domenica 30 aprile 2017


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PIANO DI ZONA
Nella definizione delle priorità del piano, bisogna evidenziare le condizioni di difficoltà e di bisogno che la popolazione residente esprime. Dall’analisi effettuata dal Gruppo di Piano, come peraltro specificato nel Rapporto intermedio del Piano Sociale regionale, l’area nella quale si riscontra una maggiore domanda di assistenza è quella degli anziani. Attualmente un intervento su tale target pone in primo piano il ruolo che deve ricoprire l’Ente Locale quale principale interlocutore del cittadino, poiché più vicino ad esso, per necessità di carattere sociale; necessariamente tale intervento dovrà integrarsi, per bisogni di tipo sanitario, con le strutture ed i servizi della ASL attivati sul territorio. La necessità di un punto unico di accesso si propone come obiettivo primario, da realizzare nel triennio, per poter permettere ai cittadini di accedere a tutti i servizi presenti nel territorio con estrema chiarezza e semplicità. La condivisione di una modulistica unitaria eviterebbe il disorientamento del cittadino nei meandri burocratici dei servizi sociali e sanitari. La piena integrazione socio – sanitaria passa inevitabilmente attraverso le strutture dei rispettivi soggetti che si troverebbero così a lavorare insieme in un contesto di coordinamento istituzionale sui grandi terni dell’assistenza e della sanità, avendo di mira il miglioramento dell’assistenza ai bambini a rischio sociale e sanitario, ai giovani disabili ed ai portatori di handicap, agli anziani, assistiti a casa anziché in ospedale, agli immigrati, alle persone senza fissa dimora ed a tutti quelli afflitti da condizioni di disagio sociale. I problemi relativi alla predisposizione del Piano di Zona, si sono concentrati in maniera particolare, sulla scelta della modalità secondo la quale la Comunità Montana del Gran Sasso, in quanto Ente d’Ambito Sociale, individuato dai comuni dell’ambito, deve organizzare l’erogazione dei servizi sociali previsti per il triennio 2003/2005. Si intende, pertanto, potenziare nei nove comuni del comprensorio quanto già attivato nel primo triennio di programmazione degli interventi:

  • Il coordinamento del servizio sociale su tutti i nove Comuni del Comprensorio organizzando le attività e i servizi previsti
  • L’organizzazione delle attività di segretariato sociale su base professionale
  • La creazione di una rete di rapporti sul territorio, destinati a far crescere nel tempo la disponibilità della popolazione ad aggregarsi e risolvere al proprio interno, attraverso reti informali, anche di auto mutuo aiuto, alcuni dei problemi di cura che sono presenti
  • Il mantenimento di una rete Costante di Contatti e rapporti con gli operatori dipendenti da altri enti che, a diverso titolo, erogano prestazioni di natura sociale e sanitaria sul territorio (ASL, scuole, associazioni culturali e sportive, cooperative di servizi, ecc.).
  • L’organizzazione di interventi integrati con gli operatori della ASL, secondo quanto previsto dall’accordo di programma.
  • Garantire un’accessibilità alle informazioni per agevolare la costituzione sul territorio di eventuali associazioni di volontariato e/o cooperative sociali.
  • Attivare momenti di auto formazione e supervisione fra tutti gli operatori.


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